«Tutti dovrebbero progettare. È l’unico modo per non essere progettati.»

— Enzo Mari

Sono Gianmarco Tudisco, laureato in Architettura all'Università di Palermo, progettista, designer multidisciplinare e Senior 3D Artist. Penso che progettare significhi costruire ponti. Tra le sponde di un fiume, tra edifici o città, tra culture diverse, persone e identità. Tra le esigenze di ognuno, i sogni e la realtà. Non considero il progetto una pratica esclusiva dell'architettura, ma un modo di osservare, comprendere e affrontare la complessità.

Gianmarco Tudisco

A piedi nudi
nel parco.

Borgo Nuovo, Palermo

Borgo Nuovo nasce alla fine degli anni Cinquanta, ai margini di Palermo, come quartiere di edilizia residenziale pubblica. Il suo tessuto urbano non definisce mai un vero e proprio limite: la maglia si dirada progressivamente, gli edifici si fanno più isolati, le strade perdono il loro carattere urbano fino a confondersi con i percorsi del paesaggio rurale.

A piedi nudi nel parco si inserisce proprio in questa condizione, sul margine estremo del quartiere, dove il tema del limite diventa inevitabile. Il progetto sceglie però di interpretarlo non come un confine da definire, ma come un'occasione per costruire nuove relazioni tra città e paesaggio.

La risposta è un'architettura sopraelevata che lascia il suolo libero e attraversabile, preservando la continuità del paesaggio verso Monte Billiemi e l'accessibilità al campo sportivo retrostante. Una promenade pedonale sospesa accoglie 35 alloggi e spazi collettivi, conciliando la necessità di nuove abitazioni con quella di restituire al quartiere uno spazio pubblico aperto e condiviso.

Borgo Nuovo nasce alla fine degli anni Cinquanta, ai margini di Palermo, come quartiere di edilizia residenziale pubblica. Il suo tessuto urbano non definisce mai un vero e proprio limite: la maglia si dirada progressivamente, gli edifici si fanno più isolati, le strade perdono il loro carattere urbano fino a confondersi con i percorsi del paesaggio rurale.

A piedi nudi nel parco si inserisce proprio in questa condizione, sul margine estremo del quartiere, dove il tema del limite diventa inevitabile. Il progetto sceglie però di interpretarlo non come un confine da definire, ma come un'occasione per costruire nuove relazioni tra città e paesaggio.

La risposta è un'architettura sopraelevata che lascia il suolo libero e attraversabile, preservando la continuità del paesaggio verso Monte Billiemi e l'accessibilità al campo sportivo retrostante. Una promenade pedonale sospesa accoglie 35 alloggi e spazi collettivi, conciliando la necessità di nuove abitazioni con quella di restituire al quartiere uno spazio pubblico aperto e condiviso.

A piedi nudi nel parco — Tavola 1
A piedi nudi nel parco — Tavole 2–3
A piedi nudi nel parco — Tavole 4–5
A piedi nudi nel parco — Tavole 6–7
A piedi nudi nel parco — Tavole 8–9
A piedi nudi nel parco — Tavola 10
A piedi nudi nel parco — Tavole 11–12

Il progetto,
nel dettaglio.

Dall'analisi del contesto alle scelte insediative, dalle tipologie abitative ai sistemi costruttivi. Un approfondimento sul percorso progettuale di A piedi nudi nel parco, attraverso disegni, immagini e soluzioni architettoniche.

Il progetto non si limita quindi a soddisfare la richiesta di 30 alloggi prevista dal concorso, ma la supera, dimostrando come sia possibile aumentare la densità abitativa senza trasformare il margine urbano in una barriera.

Esplora il progetto ↗

Abitare oltre
il proprio sguardo.

Le esperienze di studio, ricerca e progettazione presso università internazionali mi hanno portato a confrontarmi con contesti molto diversi, da Helsinki a Hong Kong, da Cluj-Napoca a Dubai e Abu Dhabi.

Parallelamente, il lavoro nel design e nell'arte digitale ha aperto nuove occasioni di confronto internazionale, attraverso progetti e iniziative che hanno raggiunto città come Tokyo, Barcellona, Vienna, São Paulo, Los Angeles, Toronto e New York.

Credo che progettare in contesti differenti significhi soprattutto imparare a osservare. Ogni luogo porta con sé una propria cultura, esigenze e contraddizioni che chiedono di essere comprese prima ancora di immaginare come intervenire.

Il progetto diventa così un'occasione di comprensione, un esercizio di superamento dei pregiudizi e un tentativo di riconoscere e mettere in relazione anche ciò che appare più distante dalla propria cultura.

È con questo spirito che continuo a cercare occasioni di confronto e collaborazione, senza considerare la geografia un limite al mio lavoro.

Le esperienze di studio, ricerca e progettazione presso università internazionali mi hanno portato a confrontarmi con contesti molto diversi, da Helsinki a Hong Kong, da Cluj-Napoca a Dubai e Abu Dhabi.

Parallelamente, il lavoro nel design e nell'arte digitale ha aperto nuove occasioni di confronto internazionale, attraverso progetti e iniziative che hanno raggiunto città come Tokyo, Barcellona, Vienna, São Paulo, Los Angeles, Toronto e New York.

Credo che progettare in contesti differenti significhi soprattutto imparare a osservare. Ogni luogo porta con sé una propria cultura, esigenze e contraddizioni che chiedono di essere comprese prima ancora di immaginare come intervenire.

Il progetto diventa così un'occasione di comprensione, un esercizio di superamento dei pregiudizi e un tentativo di riconoscere e mettere in relazione anche ciò che appare più distante dalla propria cultura.

È con questo spirito che continuo a cercare occasioni di confronto e collaborazione, senza considerare la geografia un limite al mio lavoro.

BAYT.– interni

Luce e materia

Negli interni di BAYT, il progetto architettonico prosegue alla scala dell'arredo, degli oggetti e delle soluzioni tecnologiche. Molti degli elementi presenti negli ambienti sono concepiti su misura, non come oggetti indipendenti, ma come parti di un unico sistema nel quale estetica, funzione e modalità d'uso si influenzano reciprocamente. La ricerca esplora le possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee, dai materiali e dal disegno degli arredi, cercando un equilibrio tra innovazione, riferimenti culturali e qualità dell'abitare.

Il tavolo da pranzo

Il tavolo della sala da pranzo riprende il principio compositivo della scrivania collocata all'estremità opposta della casa. Un monoblocco lapideo accoglie a incastro una lunga superficie lignea, sostenuta all'estremità opposta da un sottile appoggio in alluminio. Due arredi distinti, concepiti attraverso una stessa logica di contrapposizione tra massa e leggerezza, tra elementi portanti e superfici sospese.

La parete divisoria tra sala da pranzo e soggiorno è pensata per scorrere lungo binari nascosti nel soffitto e scomparire all'interno di un tramezzo che ingloba anche uno dei pilastri della casa.

Nicchia mediterranea con libreria retroilluminata, piante e icone di software per progettazione e creatività digitaleTecniche · Progettazione e strumenti digitali

Tra spazio,
materia e immagine.

GIANMARCO TUDISCO · STRUMENTI E METODO

Dall’idea alle scelte di progetto.

Sono laureato magistrale in Architettura all’Università di Palermo. Il mio percorso intreccia progettazione, interni, arredo e oltre quindici anni di lavoro con la modellazione e la visualizzazione 3D.

Uso disegni e modelli per ragionare sullo spazio, verificare proporzioni e dettagli e confrontare alternative. Le immagini aiutano a condividere queste scelte con chi partecipa al progetto.

Sviluppo arredi su misura, disegni esecutivi e file per lavorazioni CNC e taglio laser. Negli ambienti digitali, lavoro su modelli e materiali ottimizzati per il 3D in tempo reale.

La stessa curiosità mi porta verso UI/UX e sperimentazione con l’AI. Accanto al design, coltivo una ricerca artistica indipendente con il nome Gart3.

Rappresentare il Progetto

Palazzo Butera e Palazzo Piraino

PALERMO · COLLABORAZIONE 2018–2021

Tra il 2018 e il 2021 ho collaborato con il team di Palazzo Butera, sotto la direzione di Giovanni Cappelletti, occupandomi di modellazione e visualizzazione 3D a supporto del progetto.

Queste immagini di Palazzo Butera e Palazzo Piraino raccontano la fase progettuale del 2020: studi e visualizzazioni utili a leggere gli spazi e discutere le trasformazioni.

Modellare
per progettare.

In un contesto storico, il modello aiuta a comprendere geometrie complesse e relazioni tra gli spazi. Durante la collaborazione è stato uno strumento di confronto con il team e di verifica delle scelte.

La rappresentazione tridimensionale ha accompagnato lo sviluppo del progetto e le presentazioni, rendendo più leggibili proporzioni, collegamenti e dettagli.

Un lavoro in cui precisione tecnica e capacità di osservare lo spazio si alimentano a vicenda.

Lettera di referenze

Giovanni Cappelletti - Butera Srl.

Palazzo Piraino — vista esterna

Chatbot

Esplora i progetti e il mio percorso con il chatbot.

DOSSIER · 2026

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Una selezione di progetti, ricerca ed esperienze tra architettura, interni, arredo e visualizzazione.

Scarica PDF PDF · 16,5 MB · Versione leggera

Costruiamo insieme.

«Dal cucchiaio alla città.»

— Ernesto Nathan Rogers

Il progetto,
nel dettaglio.

BORGO NUOVO, PALERMO · TESI DI LAUREA LM-4 · 2025–2026

35 alloggi e quattro tipologie abitative si organizzano attorno a due quote complementari: la promenade e il parco.

In alto, il percorso sopraelevato collega le abitazioni e offre spazi per sostare, incontrarsi e affacciarsi sul paesaggio.

A terra, percorsi e vegetazione collegano il quartiere a Monte Billiemi. Il suolo rimane permeabile e lo spazio aperto diventa parte della vita collettiva.

Una struttura in acciaio sostiene unità residenziali leggere in legno e LVL. Componenti prefabbricati e montaggio prevalentemente a secco mettono in relazione il disegno urbano con le scelte costruttive.

La tesi approfondisce il progetto vincitore del concorso per un insediamento residenziale e di social housing in bioedilizia prefabbricata, sviluppandone le relazioni tra abitazioni, paesaggio e spazi condivisi.

Parliamo del tuo progetto.

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